Definizione di PMI

Definizione di PMI

Le PMI (Piccole e Medie Imprese) vengono definite come organismi aziendali che hanno un numero limitato di dipendenti e che rientrano in parametri fissati dalla legge. Nel mondo le PMI vengono definite in vario modo, tenendo conto di parametri sia qualitativi che quantitativi. In particolare le varie definizioni hanno in comune cinque parametri quantitativi:

  • numero di addetti;
  • fatturato;
  • capitale investito;
  • quota di mercato;
  • valore aggiunto.

E quattro qualitativi:

  • coincidenza tra proprietà e management;
  • struttura organizzativa semplice;
  • posizione non di forza nei mercati in cui opera;
  • ricorso a forme di autofinanziamento.

Con la raccomandazione sulla Gazzetta Ufficiale Europea del 30.04.1996 e il successivo aggiornamento con la raccomandazione 1442 del 06.05.2003 con decorrenza dal 1° gennaio 2005 la definizione di PMI in Italia e in tutta l’UE è stata uniformata. La normativa italiana che recepisce quella europea è il Decreto del Ministero delle Attività Produttive del 18 aprile 2005, pubblicato sulla GU n. 238 del 12 ottobre 2005. Le imprese vengono così definite in base a:

  • numero di lavoratori dipendenti;
  • giro di affari o valore attivo patrimoniale;
  • autonomia economica

Per appartenere a una certa categoria un’impresa deve avere almeno due dei tre requisiti indicati dai parametri citati; in particolare l’Allegano 1 prevede la seguente suddivisione:

  • medie imprese: numero di dipendenti sotto le 250 unità – fatturato annuo sotto i 50 milioni di euro o Stato Patrimoniale attivo sotto i 43 milioni di euro.
  • Piccole imprese: numero di dipendenti inferiore a 50 – fatturato annuo o totale dello Stato patrimoniale attivo sotto i 10 milioni di euro.
  • Microimprese: numero di dipendenti inferiore a 10 – fatturato annuo o totale dello Stato patrimoniale attivo sotto i 2 milioni di euro.

Non vengono considerate autonome le imprese collegate o associate. Con impresa collegata si intendono tutte quelle che hanno una delle seguenti relazioni: un’impresa detiene la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o soci di un’altra impresa; un’impresa ha diritto di nominare o revocare la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione, direzione o sorveglianza; un’impresa ha il diritto di esercitare un’influenza dominante su un’altra impresa in virtù di un contratto concluso con quest’ultima oppure in virtù di una clausola dello statuto di quest’ultima; un’impresa azionista o socia di un’altra impresa controlla da sola, in virtù di un accordo stipulato con altri azionisti o soci dell’impresa, la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o soci di quest’ultima. L’impresa associata viene invece definita come l’impresa il cui 25% del capitale o dei diritti di voto è in mano, da sola o insieme a una o più imprese collegate.