Quote di mercato e piccole imprese, il Fondo Italiano d’Investimento

Quote di mercato e piccole imprese, il Fondo Italiano d’Investimento

Le PMI italiane rappresentano uno strumento di crescita dell’economia italiana e in un periodo di crisi, come quello che stiamo attualmente vivendo, devono essere ancora di più tutelate. Nel dicembre del 2009 è stato presentato il progetto relativo al Fondo Italiano d’Investimento. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Cassa Depositi e Prestiti, Intesa-Sanpaolo, UniCredit Group, Banca Monte dei Paschi di Siena, l’ABI e Confindustria hanno unito le loro forze per dar vita, nel giro di poco tempo, alla Società di Gestione del Risparmio (SGR) con lo scopo di collocare quote di un fondo comune di investimento, riservato esclusivamente a investitori qualificati. La società, con sede a Milano, è stata costituita il 18 marzo 2010, data che ha segnato il via ufficiale al Fondo Italiano di Investimento per le PMI.

L’allora ministro Tremonti dichiarò: “è una grande operazione di capitale di rischio in Italia, coinvolgendo la Cassa depositi e il sistema bancario italiano”. Come spiegò la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, il fondo si rivolge a circa 15mila aziende sparse per tutto il territorio italiano, delle quali il 70% è rappresentato dal settore manifatturiero. “Non è uno strumento per salvare le imprese in crisi, ma per affiancare le imprese, aiutarle a diventare più forti e ad affrontare le sfide”, affermò la Marcegaglia.

Il fondo è per le imprese italiane del nord, del centro e del sud. L’obiettivo dimensionale è pari a 3 miliardi di euro. Il primo miliardo è stato sottoscritto dalle banche e dalla Cassa Depositi e Prestiti. Un altro miliardo di euro è raccolto da investitori istituzionali, mentre l’ultimo miliardo di euro deriva da incrementi valutati su reali esigenze.

Il fondo ha una durata complessiva di 14 anni: 5 anni sono dedicati all’investimento, 5 anni al disinvestimento e infine altri 2 anni per ciascuna fase come eventuale proroga. Come detto in precedenza, il fondo coinvolge circa 15mila imprese con un fatturato compreso tra 10 e 100 milioni di euro e che intendono accrescere le proprie quote di mercato, soprattutto all’estero. Ogni richiesta di investimento sarà valutata sulla base:

  • del merito del piano industriale;
  • del progetto di sviluppo;
  • della capacità di portarlo a compimento.

I primi investimenti sono stati avviati nel giugno del 2010. Come ritorno, i promotori dell’iniziativa richiedono:

  • un miglioramento del credito complessivo di ciascuna azienda;
  • diffusione del private equity nelle piccole e medie imprese;
  • un aumento delle imprese di medie dimensioni che scelgono la quotazione dei mercati regolamentati.