Definizione UE di PMI

Definizione UE di PMI

La piccola e media impresa comunitaria

  • Un’impresa con un organico inferiore alle 250 persone e il cui fattuarto non superi 50 milioni di euro i il cui totale nel bilancio annuale non sia supeiore a 43 milioni di euro;
  • un’impresa con organico inferiore alle 50 persone e il cui fatturato o bilancio annuale non superi i 10 milioni di euro.

Queste le definizioni nell’ordine, di media e piccola impresa rilasciate dall’Unione Europea. Due definizioni alle quali si può aggiungere quella relativa alla microimpresa che è: un’impresa che abbiamo meno di 10 dipendenti e con fatturato e bilancio inferiore ai 10 milioni di euro.

La raccomandazione ufficiale UE

L’attuale definizione europea di PMI è in vigore dal 1° gennaio 2005, approvata dalla Commissione due anni prima e resa nota con la raccomandazione 2003/361/CE pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale UE L 124 il 20 maggio, pg. 36. Venne pubblicata in sostituzione e sostanziale aggiornamento della precedente raccomandazione diramata nel 1996, un adeguamento voluto per armonizzare la legislazione e l’amministrazione europee alla reale vita d’impresa, all’economia e alla società continentali.

“Raccomandazione della Commissione del 6 maggio 2003 relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese, notificata con il numero C(2003) 1422 (Testo rilevante ai fini del SEE) – Articolo 1: 1. La presente raccomandazione riguarda la definizione delle microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese utilizzata nelle politiche comunitarie applicate all’interno della Comunità e dello Spazio economico europeo. 2. Si raccomanda agli Stati membri, alla Banca europea per gli investimenti (BEI) e al Fondo europeo per gli investimenti (FEI): a) di uniformarsi al titolo I dell’allegato per tutti i loro programmi destinati alle microimprese, alle imprese medie o alle piccole imprese; b) di adottare i provvedimenti necessari in vista dell’impiego delle classi di dimensioni di cui all’articolo 7 dell’allegato, in particolare per elaborare un bilancio dell’impiego degli strumenti finanziari comunitari”.

Raccomandazione della commissione del 6 maggio 2003 (PDF)

A cosa serve

Ma qual è l’utilità di tale definizione. Gli scopi di un’unità europea, della creazione di un riferimento comune, sono di facile intuizione. Da un lato la necessità di ordinare il mercato del lavoro europeo e dall’altro creare un obiettivo comune e chiaro agli interventi di sostegno e finanziamento istituzionale, sia a livello nazionale che a livello europeo, primo fra tutti i sostentamenti provenienti dal Fondo europeo per gli investimenti.

Recentemente la stessa Commissione europea ha pubblicato un vademecum, una guida contenente la storia della definizione, le motivazioni, le categorie individuate dalla definizione e i moduli per avanzare richiesta di riconoscimento. Questo in apertura del documento: «Le microimprese e le piccole e medie imprese (PMI) costituiscono il motore dell’economia europea. Sono una fonte essenziale di lavoro, generano spirito imprenditoriale e innovazione nell’UE e sono quindi essenziali per favorire la competitività e l’occupazione. La nuova definizione di PMI, entrata in vigore il 1 gennaio 2005, rappresenta un importante passo verso il miglioramento dell’ambiente operativo delle PMI e ha lo scopo di promuovere l’imprenditorialità, gli investimenti e la crescita. La definizione è stata elaborata dopo ampie consultazioni con le parti interessate coinvolte e ciò prova che l’ascolto delle PMI è un elemento fondamentale per la realizzazione efficace degli obiettivi di Lisbona”. Dichiarazione di Günter Verheugen Membro della Commissione europea responsabile per le Imprese e l’industria.

La nuova definizione di PMI Guida dell’utente e modello di dichiarazione (PDF)

Autonome, partner, collegate

Data per assodata la suddivisione di imprese medie, piccole e micro riportata in apertura del post la definizione continua nel chiarire cosa si intenda per imprese autonome, partner e collegate.

Sono definite “autonome” le imprese che: non possiedono partecipazioni del 25% o più di un’altra impresa, non è detenuta al 25% ( a meno che non siano business angels) o più da altra entità pubblica o privata, non elabora conti consolidati e non ripresa nei conti di un’impresa che elabora conti consolidati.

Sono definite “partner” “imprese che intrattengono relazioni di partenariato finanziario significative con altre imprese, senza che l’una eserciti un controllo effettivo diretto o indiretto sull’altra. Si definiscono “partner” le imprese che non sono autonome, ma che non sono nemmeno collegate fra loro. Un’impresa è “partner” di un’altra impresa se: possiede una partecipazione compresa tra il 25 % e meno del 50 % in tale impresa; quest’altra impresa detiene una partecipazione compresa tra il 25 % e meno del 50 % nell’impresa richiedente;l’impresa richiedente non elabora conti consolidati che riprendono l’altra impresa e non è ripresa tramite consolidamento nei conti di tale impresa o di un’impresa ad essa collegata.

Sono definitte “collegate” in ultimo le aziende che “fanno economicamente parte di un gruppo che controlla direttamente o indirettamente la maggioranza del capitale o dei diritti di voto (anche grazie ad accordi o, in taluni casi, tramite persone fisiche azionisti), oppure ha la capacità di esercitare un’influenza dominante su un’impresa. Si tratta quindi di casi meno frequenti e che si distinguono di solito in modo molto chiaro dai due tipi precedenti. Per evitare alle imprese difficoltà di interpretazione la Commissione europea ha definito questo tipo di imprese riprendendo, se esse sono adattate all’oggetto della definizione, le condizioni indicate all’articolo 1 della direttiva 83/349/CEE del Consiglio sui conti consolidati, che si applica da vari anni. Di solito un’impresa sa subito di essere “collegata”, poiché è già tenuta a titolo di tale direttiva ad elaborare conti consolidati, oppure è ripresa tramite consolidamento nei conti di un’impresa che è tenuta ad elaborare conti consolidati”.

Il calcolo dell’organico

Per quanto riguarda l’organico effettivo di un’azienda, indispensabile per rientrare nei parametri da piccola media o mico impresa, questo si calcola per ULA (Unità di lavoro per anno). I dipendenti che non sono stati impiegati nell’anno intero o impiegati part-time vengono considerati come unità frazionali. Rimangono fuori dal conteggio gli apprendisti, i congedi per maternità e gli studenti in formazione professionale.

Portale europeo delle piccole e medie imprese

Continua con la PMI nella definizione italiana